
«Quando si varca l’arco di ingresso al tempio dei sogni, lì, proprio lì, c’è il mare» (Luis Sepúlveda). Il mare è costruttore di sogni, ma è anche una splendida realtà regalataci da Dio. Dio crea il bello, e noi uomini facciamo di tutto per distruggerlo. Dobbiamo renderci conto che le guerre, gli omicidi, la droga, le divisioni portano solo distruzione. Ascoltiamo il mare, è una realtà che può insegnarci tanto. Ha ispirato scrittori come Melville (Moby Dick) ed Hemingway (Il vecchio e il mare) e ad Alessandro Baricco (Oceano Mare) ha suggerito l’immagine più bella: «Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta…». Il mare ha conosciuto tanta gente, molti lo hanno cercato per condividere i momenti della loro vita, magari con una canna da pesca in mano e una gran voglia di lasciarsi alle spalle i brutti pensieri. I pescatori sono sempre stati protagonisti del mare e del suo tempo, imparando ad apprezzare i frutti della fatica ed il calore della solidarietà. Come il pescatore di una canzone di De André che diede da bere e da mangiare a un assassino, senza chiedergli nulla del suo passato, ma col solo intento di aiutare un uomo in difficoltà. Anche questo è il mondo del mare. Non dimenticarlo, siediti sulla battigia ed osserva il movimento inarrestabile dell’onda. Ne sentirai il profumo, e, in ogni goccia che ti raggiungerà , anche il sapore.





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