Dipingere

Opera della pittrice acese Maria Motta

In un mondo dominato da pixel e intelligenze artificiali, c’è un gesto antico che non ha mai perso il suo potere magico: intingere un pennello nel colore e toccare una tela bianca.
La pittura non è solo una tecnica artistica, è un linguaggio universale che racconta chi siamo, cosa sogniamo e come vediamo il mondo.
“La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.” (Leonardo da Vinci)
Quando sei davanti a una tela, puoi vedere lo spessore del colore, la direzione della
pennellata, persino l’energia del corpo del pittore impressa sulla superficie.
È un dialogo silenzioso tra l’artista, che trasforma un’emozione invisibile in qualcosa di visibile, e lo spettatore, che ritrova un pezzo della propria vita.
La pittura non ha bisogno di traduttori. Utilizza un alfabeto di linee, forme, colori, luci ed ombre per comunicare direttamente con l’inconscio di chi guarda. Una tela può raccontare una storia complessa o evocare una sensazione istantanea senza l’uso di una singola parola.
E allora come definire la pittura? Le opinioni al riguardo sono tantissime e spesso in contrasto tra loro. Ma quella che più mi ha colpito è l’idea di Nikita Gill, poetessa anglo-indiana sempre originale nelle sue esternazioni.
Affrontando il tema delle ferite subite dal corpo e dalla mente delle persone (in particolare delle donne), la Gill ha scritto che la pittura, e l’arte in genere, sono il migliore antidoto a quelle ferite.
“Ti hanno spezzato in così tanti pezzi che ora sei fatta interamente di spigoli vivi. Usali a tuo vantaggio. Diventa una tela che nessuno può permettersi di calpestare.”
Per lei l’arte visiva non serve solo a decorare, ma anche e sopratutto ad estrarre il trauma dal corpo. Quando dipingi o disegni, stai prendendo qualcosa di informe, doloroso e distruttivo che urla dentro di te (ansia, abuso, tristezza) e lo blocchi sulla tela.
Se puoi guardare la tua tristezza trasformata in una macchia di blu profondo o in una tempesta di linee nere, significa che quel dolore è fuori di te, non ti possiede più.
Dipingere è l’atto di darsi una forma per non esplodere. È uno spazio senza giudizio: sulla tela non devi chiedere scusa a nessuno per quanto sei arrabbiata, ferita o “troppo intensa”.
Da vittima diventi autrice: Non subisci più la tua storia; prendi in mano il pennello e decidi tu come dipingere il finale.
La pittura è liberazione dell’anima nella bellezza, e magia che rende eterno il raggio di luce catturato.

Le espressioni, le rughe, la musica e la natura sono componenti importanti della nostra vita. La pittura le coglie generando un’emozione, come in questa piccola rassegna di opere della pittrice acese Maria Motta.

In alto nella copertina: opera della pittrice acese Maria Motta


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