Cronaca di un’estemporanea

Maria inizia a dipingere in un angolo ricco di verde e di fiori.

Siamo partiti da Acireale al sorgere del sole e dopo due ore di auto siamo arrivati a S.Angelo di Brolo. Abbiamo raggiunto il centro attraverso panoramici tornanti, e dopo la registrazione di Maria alla quarta estemporanea di pittura “Vita e vicoli di S.Angelo di Brolo”, siamo andati alla ricerca di una “postazione di lavoro”. Lungo il percorso abbiamo ammirato i tetti rossi stretti intorno a chiese e campanili e i verdi profili collinari dei monti Nebrodi. Tra angoli fioriti, muri scrostati, piazzette variamente decorate e vicoli in pietra abbiamo scoperto una realtà stupefacente, respirando l’atmosfera di motivi ornamentali, dove anche una semplice fontana su un muro di roccia ha il potere di evocare epoche passate.

L’estemporanea di pittura è per ogni territorio un veicolo promozionale importante perché attira gente da ogni dove e stimola l’interesse per l’arte. Diamo dunque il benvenuto a queste iniziative, soprattutto in un periodo in cui i comuni siciliani dedicano loro poco spazio.

Come in ogni estemporanea gli artisti hanno creato le loro opere in un angolo del territorio comunale scelto da loro stessi. Maria ha dipinto in un piccolo slargo, ricco di piante e di fiori, sulla strada che porta al centro storico.

Altri artisti hanno preferito il Chiostro di S.Francesco, accanto al Museo degli Angeli , nella cui antistante piazza si è attesa la consegna delle opere. Partecipanti ed accompagnatori si sono poi recati nell’edificio allestito dal Comune per il rinfresco.

A sera nel chiostro sono stati esposti i quadri in attesa del verdetto della giuria, ed una piccola band ha provato gli accordi prima dello spettacolo finale.

  • Tra le pietre del centro storico e i colori della valle, il borgo di Sant’Angelo si legge come un dipinto ad ogni angolo, e la sua gente non solo ama l’arte, è anche fiera della sua storia. Come testimonia il murale di Piazza S.Francesco, qui riprodotto.
L’immagine di San Michele non è una semplice scelta decorativa o un santo patrono come gli altri. Rappresenta la nascita stessa di Sant’Angelo di Brolo. Quando nel 1061 il Conte normanno Ruggero I d’Altavilla vinse la storica battaglia contro i Saraceni nella valle, attribuì la vittoria all’intercessione dell’Arcangelo. Per ringraziarlo, fece costruire l’imponente Abbazia di San Michele Arcangelo, attorno alla quale è poi sorto e prosperato l’intero abitato. Portare San Michele su un muro del centro storico con la street art significa prendere il simbolo più antico e sacro del paese e renderlo vivo, accessibile e moderno. È un modo per dire che le radici del 1061 non sono vecchie cariatidi da museo, ma battono ancora nel cuore dei vicoli del paese.

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