LA FIERA DELLO JONIO

MARIA MOTTA ACCANTO ALLA SUA OPERA IN ESPOSIZIONE NELLO STAND DELLA KDIEM SUL CENTRALE CORSO UMBERTO.

Breve storia della Fiera

Nel 1422 Alfonso V d’Aragona (detto il Magnanimo) concesse ad Aquilia Nuova (l’odierna Acireale) il privilegio di istituire una Fiera Franca in occasione delle festività della patrona Santa Venera.

Il termine “Franca” indicava che mercanti, artigiani e allevatori che giungevano in città durante i giorni della fiera erano esentati dal pagamento di dazi, gabelle e tasse di transito. E questo contribuì moltissimo allo sviluppo della Fiera, perché l’esenzione fiscale attirò mercanti non solo dal resto della Sicilia, ma anche da Napoli, Genova, Venezia e persino da Malta.

Nel 1532, in una Acireale divenuta il polo commerciale per eccellenza della costa ionica, Carlo V istituì la Fiera di Santa Venera, e sotto il suo regno la fiera continuò a vivere un’epopea di massimo splendore. 

Con il passare dei secoli però, a causa dei terremoti che sconvolsero la zona (tra cui il devastante sisma del 1693) e dei mutamenti dei sistemi fiscali, la grande fiera medievale e rinascimentale perse gradualmente la sua struttura originaria.

Nel 1932 nacque così la Fiera dello Jonio, concepita non più come mercato generale esente da dazio, ma come vetrina culturale e identitaria delle maestranze artigiane e dei prodotti dell’area etneo-jonica. 

La Fiera oggi

Quando a settembre si accende la Fiera dello Jonio, il centro storico di Acireale diventa una grande mostra a cielo aperto.

LA MOSTRA DI QUADRI A CIELO APERTO CURATA DALLA KDIEM.

La Fiera dello Jonio oggi non è la classica sagra di fine estate con le solite bancarelle e il  cibo da passeggio. La magia vera non sta nel numero degli stand, ma nel loro sottile incastro geografico – sociale. Ogni stand rappresenta un microcosmo del territorio acese. 

Qui si incontrano le qualità artistiche e la volontà di migliorarle di un popolo forte, che ha imparato a resistere ai capricci dell’Etna: pitture colorate, pizzi ricamati, ferro battuto, legno intagliato, ceramiche, presepi.

Qui si sentono il profumo del vulcano e la brezza del mare: il miele di Zafferana, il pistacchio di Bronte, i vini dell’Etna, e le conserve della tradizione marinara dei borghi della Timpa, da Santa Maria la Scala a Capo Mulini.

Nelle sere di settembre, quando le luci soffuse illuminano i palazzi di Piazza Duomo, la Fiera dello Jonio dimostra che la vera identità di Acireale non sono i souvenir, ma l’arte racchiusa in opere antiche che continuano a far battere il cuore della città e di chi la visita. 

IL TOTEM LUMINOSO CHE LA CITTÀ HA DESTINATO ALLA PUBBLICIZZAZIONE DELL’EVENTO.

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