Semaforo rosso

SEMAFORO ROSSO IN UN GIORNO DI PIOGGIA

40 secondi…a volte un po’ di più. Tanto dura il rosso ad un semaforo stradale. Per Aziz quel rosso non è una pausa nel traffico, ma l’unico momento del giorno in cui si illude di avere un lavoro.

COMINCIA SEMPRE COSÌ UNA SOSTA AL ROSSO…UNA OFFERTA DI LAVARE IL VETRO ED UNA RICHIESTA DI QUALCHE SPICCIOLO.

Appena le auto si fermano, lui si mette in moto con un secchiello di plastica e un tergicristallo in mano. Fa un cenno rapido con il capo e cerca negli occhi del guidatore l’autorizzazione a pulire il vetro. Quando questa arriva, spruzza l’acqua sul parabrezza, fa scorrere la gomma sul vetro, e asciuga i bordi. Un lavoro di cinque secondi, perfezionato in anni di estati calde e inverni umidi.

QUANTE VOLTE , TROPPO SPESSO, IL CONDUCENTE DEL MEZZO SI GIRA DALL’ALTRO LATO FINGENDO DI NON VEDERE…

A ventisei anni Aziz è partito da un piccolo villaggio di un paese lontano, allettato dalla promessa di un impiego. Ha trovato solo una stanza da condividere con altri alla periferia della città. Niente permesso di soggiorno e solo una strada al posto di un cantiere.

La sua giornata non si misura in ore, ma in monete da cinquanta centesimi ed in movimenti ostili o strani:
un vetro che si chiude con un colpo secco non appena lui si avvicina;
un automobilista che fissa il cellulare o il vuoto, e non lo degna di uno sguardo;
una moneta che gli arriva attraverso la fessura di un finestrino….e così via.
Scatta il verde e le macchine ripartono. Aziz si fa di lato e mette le monete in tasca. Poi aspetta che torni il rosso.

“Al suo paese Aziz è un ingegnere, qui fa il lavavetri a un incrocio….
Nessuno gli ha mai detto: Buongiorno ingegnere!….
Nessuno gli ha mai detto neanche: Buongiorno Aziz!….
A pensarci bene nessuno gli ha mai detto: Buongiorno!”
(Paolo Polvani, versi da • Il mondo come un clamoroso errore •).

Loro, i lavavetri ai semafori, vivono sulla strada. Noi abbiamo smarrito la nostra, quella che Dio ci ha indicata con la Sua Parola. Amiamoli, ed aiutiamoli. Sono nostri fratelli.


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